SICILIA XVII S.
 
  SICILIA XVII S.
Saint Sébastien et Sainte Irène

Sculpture en argent, bronze doré, cuivre doré, et corail noire. Base en bois.
h. 29 x 37 x 29 cm.

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SAN SEBASTIANO E SANTA IRENE DI ROMA
Legno, argento, bronzo dorato, corallo nero.
Sicilia XVII sec.
h. 29 x 37 x 29 cm.

Questo raro gruppo scultoreo, in argento, rame e bronzo dorato interamente lavorato a sbalzo e cesello e con parti fuse, raffigura San Sebastiano esanime legato ai piedi di un tronco d’albero costituito da un ramo di corallo nero di Sicilia. Al suo fianco, in una posa tanto delicata quanto realistica, è rappresentata la figura di Santa Irene di Roma mentre scorge il Santo ancora in vita. Secondo la tradizione legata alla leggenda del San Sebastiano, infatti, fu proprio Santa Irene ad accorgersi che Sebastiano, abbandonato sul luogo della tortura dai soldati che lo condannarono a morte per la sua fede, era invece ancora vivo. Le cure prodigiose della Santa valsero a ridargli la vita.
La figura di San Sebastiano è oggetto di un culto molto antico e venerato un po’ ovunque. Il mito del soldato martire, tradizionalmente rappresentato con il corpo efebico trafitto da frecce, ha interessato pittori e scultori di ogni epoca, inducendo gli artisti a concentrarsi soprattutto sull’iconografia del Santo nudo e dalla bella anatomia a discapito di quella del militare maturo. Tuttavia, nella scultura in esame, ai piedi del Santo giacciono l’elmo e l’armatura quali attributi iconografici del Sebastiano soldato romano, sbalzati in rilievo su lastra di rame dorato.
La composizione è presentata su di una base in legno ebanizzato, di forma esalobata, decorata con applicazioni in argento cesellato a motivi di fiori, volute fogliate e una conchiglia rocaille.
Per le caratteristiche stilistiche generali è possibile collocare la pregevole opera in ambito siciliano, eseguita per mano di abile orefice di un’epoca circoscrivibile intorno alla prima metà del XVII secolo.

Rif. Bibl.
Per un confronto stringente con un’opera in cera attribuita a Giovanni Bernardino Azzolino, vedasi il volume “Ricerche sull’arte a Napoli in età moderna”, pag. 93, fig. 2
 
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